La commedia parla ascolano
E sul palco vanno i genitori

di Matteo Porfidi

Solitamente sono i bambini a recitare per i loro genitori, ma nella scuola delle Suore Concezioniste  c’è stata un’inversione di tendenza, grazie al lavoro della compagnia teatrale “Instabile”, della quale fanno parte esclusivamente i genitori degli alunni dell’istituto. Dopo il successo ottenuto lo scorso anno dalla commedia “Nu sante in paradise”, la compagnia ha replicato venerdì scorso, mettendo in scena al Teatro Ventidio Basso una divertente commedia in dialetto ascolano, intitolata “Quande Ascule era Ascule, Roma era Pascule”, scritta e diretta da Sabina Gaspari. Lo scopo dell’iniziativa era totalmente benefico e l’incasso della serata è stato devoluto alla Congregazione delle Suore Concezioniste, che lavorano nelle missioni di pace in Madagascar e in altri paesi che vivono una situazione davvero complessa. Il titolo dello spettacolo, ispirato ad un detto puramente nostrano, rivendica la preesistenza di Ascoli al momento in cui fu fondata l’attuale capitale e la commedia gioca tutta su un assai improbabile contemporaneità degli eventi. La scenografia era caratterizzata dalla divisione del palco in due spazi, uno ascolano e l’altro romano. Sono stati messi in scena spaccati di vita quotidiana riferibili agli anni ’70, in cui gli attori rappresentavano quei personaggi storici che nessun ascolano può permettersi di non conoscere, come Ventidio Basso o l’oste Vidacilius. Molto soddisfatta dell’iniziativa suor Paola Giobbi, dirigente scolastico dell’istituto: “La commedia ci ha permesso di ricordare quali siano le radici della nostra cultura, portando sulla scena dei personaggi che ci fanno riflettere sia sui nostri pregi che sui nostri difetti. Ringrazio il Comune che ci ha permesso di realizzare questa iniziativa e tutti gli attori che, durante l’estate, si sono impegnati con lo spirito giusto per farci divertire in questa bella serata”.

Martedì 30 settembre 2008    il Resto del Carlino